La pacciamatura: un sistema contro le erbe infestanti

L’orto è spesso colonizzato da erbe infestanti, piante resistenti che si sviluppano rapidamente, sottraendo ai nostri ortaggi sostanze nutritive preziose. Per contrastare la crescita di queste erbacce si può ricorrere alla pacciamatura. Questa tecnica consiste nel ricoprire la superficie del terreno per impedire la germinazione dei semi delle malerbe; consente anche al terreno di conservare il giusto grado di umidità senza dover innaffiare ogni giorno.

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Ortensia rampicante

I rampicanti svolgono generalmente una funzione ornamentale dando una nota di colore a una facciata spoglia o rallegrando un particolare angolo del vostro giardino, ma sono anche una barriera verde in grado di fornire frescura e refrigerio.

L’ortensia rampicante, detta anche Hydrangea petiolaris, è un bell’esemplare che presenta fiori a forma di ombrello, dall’aspetto molto vistoso, che sbocciano a partire da fine giugno. Originaria del Giappone, è indicata per abbellire staccionate, pergole o gazebi ma è anche un’ottima soluzione per decorare la semplice parete di un muro esterno.

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Le araceae, belle piante d’appartamento originarie dei tropici

Molte piante utilizzate come decorative d’appartamento sono originarie della fascia compresa tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno; più precisamente provengono dalle foreste sempreverdi che circondano la foresta vergine pluviale.

Tra queste, un nutrito gruppo appartiene alla famiglia delle Araceae e si contraddistingue per i fiori riuniti in un’unica infiorescenza semplice, sul cui gambo carnoso si trovano piccole corolle. Una brattea detta spata avvolge alla base queste corolle: si tratta di una foglia dai colori appariscenti e vistosi che attirano i piccoli insetti utili all’impollinazione.

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Piante: Belle e facili da coltivare

Adiantum capillus-veneris. Capelvenere. Puo essere coltivata aH’aperto solo in zone a clima mite, altrimenti la si tiene in casa. In serra e in luoghi riparati e sempreverde.

Ageratum. Vuole terreno fresco e posizione soleggiata. Si semina in febbraio-marzo in serra o letto caldo. Si trapianta in maggio.

Asparagus. Si coltiva all’aperto, in posizione riparata, nell’Italia centrale e meridionale. Altrimenti e da considerare pianta da serra o da appartamento. Sopporta una temperatura mlnima invernale di 7°; in estate si innaffia abbondantemente, in inverno la terra deve essere appena umida. A marzo si comincia a dividere i rizomi per moltiplicarli.

Begonia. Vuole una composta leggera. Coltivazione in serra e in posizione riparata, un po’ ombreggiata. Per ottenere B. semperflorens da tenere all’aperto si semina in febbraio-marzo.

Dahlia. Quella da aiuola vuole terreno piuttosto pesante e posizione soleggiata. Si innaffia molto durante la stagione calda. In febbraio-marzo si semina sotto vetro in cassette, a 15°. Si trap i antano le gi ovani pi antin e in letto freddo dall’inizio di aprile e poi si mettono a dimora definitivamente a fine maggio.

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Brassia

Le Brassia posseggono la caratteristica intrinseca di avere necessità di molta luce, e possibilmente della luce diretta del sole: ma non nei periodi più caldi della giornata. Vale la regola per cui, talvolta nelle giornate afose, dobbiamo schermare i raggi eccessivi del sole a protezione delle delicate orchidee coltivate all’aperto, dove questo è possibile per regionalità e clima.

Ricordate di porle in una serra riscaldata quando la stagione lo impone, perché in inverno temono il freddo: vanno bene ampi locali riscaldati e luminosi, lontano dalle fonti di calore e vicino alla luce che penetra dalle finestre aperte.

La quantità di acqua di cui queste piante hanno bisogno non è molta, ma va fornita con continuità: possibilmente al mattino, tenendo a mente che le Brassie non amano sopportare secchezza nella zona radicale del terreno, quindi innaffiate almeno ogni due o tre giorni.

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Come avere cura dei bonsai

Innanzitutto occorre posizionare il nostro esemplare di bonsai lontano da fonti di calore, quali termosifoni e stufette o camini che accendiamo regolarmente. Allo stesso modo deve essere lontano anche dalle prese d’aria dei condizionatori e dei relativi bocchettoni di scarico dell’aria in circolazione forzata. La stessa cosa va ricordata per le finestre e i balconi che producono correnti d’aria pericolose per il nostro bonsai, come per tutte le altre piante che teniamo in casa.

Ricordate di non esporre mai il vostro bonsai ai raggi diretti del sole, regola che vale anche per altre piante e fiori delicati come le gardenie. E’ importante posizionare palline di argilla in un sottovaso di plastica, adagiando il bonsai sopra l’argilla, e tenendo costante il livello di acqua nel contenitore. Voglio consigliarvi, se allevate bonsai, di nutrirli con acqua piovana.

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I bonsai: Curiosità e caratteristiche

Il termine bonsai deriva dalla parola giapponese bon-sai che significa albero in vaso; i bonsai hanno avuto origine in Cina in tempi ormai molto remoti, e successivamente si sono diffusi anche in Giappone, e in seguito in tutto il mondo, grazie ai viaggi esplorativi che hanno portato a scoperte di nuove terre. In Giappone sono state trovati riferimenti ad alberi bonsai databili oltre duemila anni fa; per la precisione databili intorno all’anno 300 dell’era antica, all’epoca dell’imperatore cinese Tsin che regnò nel paese orientale in quel periodo.

Tradizionalmente bonsai sono alberi di dimensioni ridotte che si possono trovare in natura, e che anni fa potevano essere prelevati. Ora non più: esistono precisi divieti di raccolta vigenti all’interno di aree protette o di parchi naturali nazionali.

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Morfologia delle piante

Il fusto è la struttura portante delle piante: detto anche asse, è la pare che porta le foglie e che crea un collegamento con le radici; le funzioni del fusto sono quelle di sostegno e di conduzione. Di sostegno, nel senso che permette alle foglie di ricevere acqua e sole e ai fiori di essere rialzati da terra, posizione necessaria per essere impollinati; serve inoltre per sostenere i frutti e per propagare i semi.

Ha funzione di conduzione invece nel senso che crea un legame tra le radici che sono la sorgente del nutrimento e le foglie che lo elaborano: in questo caso ha la doppia funzioni di distribuire soluzioni acquose e trasformarle elaborandole, in sostanze nutritive per la pianta provenienti dalle radici, e di distribuire le sostanze provenienti invece dalle foglie. In alcune piante il fusto svolge anche il ruolo di accumulare le sostanze nutritive di riserva e assimilarle, e come organo di moltiplicazione vegetativa.

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Ontano nero, delle Betulaceae

Si tratta di alberi che appartengono a circa quindici specie diverse e sono diffusi nelle zone temperate a nord dell’equatore, soprattutto sulle zone montuose dell’America centrale e meridionale: la specie glutinosa è originaria dell’Europa.

La corteccia è di colore marrone chiaro e al tatto appare ruvida, mentre le foglie hanno un colore verde scuro, con forma arrotondata, di dimensioni medie.

Difficilmente la pianta supera i venti metri di altezza, anche se ci sono esempi di piante di poco più alte. La chioma ha una forma conica, le ramificazioni sono regolari dal punto di vista geometrico e i rami appaiono sottili e non vigorosi.

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La pianta di zucca

Si tratta di una pianta che proviene dall’America centrale: è una pianta nota fin dai tempi più antichi e viene coltivata sia per il consumo del frutto maturo, sia per la raccolta dei frutti immaturi, gli zucchini. La zucca ha sempre rappresentato una risorsa per le classi agricole più povere; in seguito allo studio di ibridi, il mercato offre numerose possibilità di scelta fra le molte varietà di semi, zucche e zucchini.

Le zucche sono piante vigorose, a fusti striscianti lunghi parecchi metri o a portamento cespuglioso e fusto breve in varietà selezionate per la coltivazione nei giardini e negli orti della nostra casa.

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