
La processionaria, uno dei nemici più efferati dei giardinieri, è la larva di una falena notturna e crepuscolare ghiottissima di conifere e con un insaziabile appetito. Deposte dalla falena madre in tarda estate tra gli aghi dei pini mimetizzandole, le centinaia di uova si schiuderanno alla fine dell’autunno e costituiranno dei nidi di seta per ripararsi dal gelo invernale (è l’immagine che vedete qui in allegato) che ospitano dalle 2000 alle 3000 mila larve.
Cominceranno a nutrirsi degli aghi delle piante che li ospitano fino a causarne la morte, per questo sono un’ossessione per i giardinieri più audaci che tentano di rimuoverle. Tuttavia, in pochi sanno che le processionarie sono pericolosissime per la nostra salute e quindi vanno trattate con precauzione!
Chiamate così per via della loro abitudine di camminare l’una dietro l’altra in fila indiana, posseggono dei peli urticanti che se inalati possono provocare davvero dei danni salutari di notevole importanza come lesioni irritative, bolle, prurito, dolore, bruciore e gonfiore. Anche i nostri animali domestici sono a rischio, quindi un nido di processionarie va trattato con cautela.
Il consiglio è sempre quello di evitare la rimozione fai da te e rivolegersi a ditte specializzate, ma se proprio volete ecomizzare sappiate che è indispensabile comprare una tuta intera usa e getta, una maschera che sigilli bocca (non vanno bene le mascherine in plastica) e occhiali con guarnizioni che non facciano arrivare i peli sugli occhi per nessuna ragione.
I peli della processionaria posseggono degli uncini che le fa restare attaccare alla pelle, quindi nel caso ne siate rimasti in contatto prendete del nastro adesivo e rimuoveteli a mo’ di ceretta (non potete fare altrimenti…), lavate poi la parte con acqua abbondate e iniziate a prendere cortisone, antistaminici e antiinfiammatori che vi verranno prescritti dal medico di casa.
Importante è non buttare i nidi delle processionarie nella spazzatura o peggio ancora dargli fuoco. Meglio chiuderli in una busta di plastica, sigillandola e poi consegnarla a ditte specializzate per lo smaltimento.








