
Abbiamo parlato spesso nel blog della moltiplicazione delle piante, ma nello specifico della viola del pensiero abbiamo trattato della sua coltivazione, senza entrare nel dettaglio della riproduzione.
Nella bellissima foto in allegato a questo post vedete un particolare di questo bellissimo fiore che va innaffiato subito dopo la messa a dimora. Si tratta di una pianta ermafrodita, che possiede quindi sia gli organi maschili (si chiamano stomi) che gli organi femminili (il pistillo). So bene che sono termini che vengono insegnait a scuola, ma è sempre bene specificare così che i vocabili restino impressi.
La fecondazione della viola del pensiero quindi è affidata agli insetti che vengono attirati dall’aroma dolciastro e guidati dalle “vie del nettare” (che si vedono benissimo in foto), quell emacchie e linee più scure che disegnano la corolla. Si può ben fare il paragone di queste vie come l’autostrada che ocnsente agli insetti di raggiungere la meta desiderata.
Anche in assenza di insetti, le viole proprio perchè bisessuate sono in grado di autofecondarsi. Una volta giunte a maturazione, le capsule in cui sono contenute i semi esplodono, lanciandole afino a 2-3 metri di distanza. E’ proprio per questa caratteristica che vi può capitare di avere piantato delle viole da una parte e ritrovare nuove pianticelle poco più lontano.
Fin dal Medioevo, gli inglesi hanno prediletto questo fiore, ma non solo. I cavalieri ci leggevano il destino e Shakespeare fece della viola la chiave di tutta la sua commedia “Sogno di una notte di mezza estate”.
La viola del pensiero, che simboleggia eleganza, fedeltà, onestà e purezza è la regina tra tutte le viole, anche se non vanno dimenticate le piccole violette odorate, utilizzate per quei profumatissimi mazzolini che almeno una volta nella vita tutti abbiamo comprato. Proprio della odorata, la viola mammola, ve ne abbiamo parlato qui.








