
Cari lettori, il pioppo (il cui nome scientifico è Populus) appartiene alla famiglia Salicaceae. Nel titolo di questo post, l’ho definito “l’albero del cotone”: infatti, cottontree è il soprannome con il quale gli anglosassoni hanno denominato questo albero per via dei pappi bianchi attraverso cui i semi vengono trasportati dal vento.
Pare che il termine pioppo derivi dal latino “pollo” per la sua chioma rossa e che la corteccia di questo albero, condita con un po’ di sale e olio, sia davvero buona (naturalmente non dimenticate di lavarla accuratamente).
Un pioppo può raggiungere i 20 metri di altezza e il diametro del tronco anche i 3 metri.
Utilizzato nei viali, nei parchi e nei giardini, se volete averne uno anche voi non dimenticate che si tratta di una pianta bisognosa di luce e spazio! Basterà un terreno non troppo duro e abbastanza umido per farlo crescere senza difficoltà.
Non è difficile distinguere gli individui maschi e le femmine perché queste ultime possiedono dei rami e delle gemme più grandi, invece i maschi compensano le dimensioni ridotte con il numero quasi raddoppiato.
Il pioppo è molto usato per produrre fiammiferi, fogli di compensato e persino la carta.
La pioppicoltura nel nostro Paese è orientata verso i fogli di compensato e dopo l’abbattimento dell’albero (di circa 12 anni) ne viene ripiantato un altro al suo posto. Lasciato a se stesso, un pioppo può raggiungere anche i 400 anni.






