
Quello qui in foto è un cedro, un albero simbolo della cultura ebraica per la produzione dei frutti simili a grandi limoni. Il profumo agrumato e intenso rendono questa pianta ancora più gradevole.
Abbiamo parlato della scheda colturale di questa pianta e delle sue varietà, mentre qui ci preme parlare del forte legame religioso che lega questo frutto alla comunità ebraica.
Nel Vecchio Testamento, il cedro è il segno dell’armonia, della pace, della rinascita, dell’eternità. Si sa che già al tempo degli Egiziani, lo si conosceva e la sau coltivazione arriva in Italia solo nel III secoolo a.C., a seguito delle emigrazioni degli ebrei greci, residenti nelle colonie della Magna Grecia e Custodi dei segreti della lavorazione.
Attualmente la coltivazione più importante di Cedri si ha in Calabria, sulla costa del Tirreno, fulcro della Cedricoltura. Ogni anno tra luglio e agosto, i rabbini ebraici di tutto il mondo vengono nel Sud Italia per scegliere i cedri più perfetti. Questo perché tra settembre e ottobre avrà luogo in tute le comunità ebraiche la festa delle capanne e il cedro è indispensabile per il rituale.
Simbolo della permanenza del popolo ebraico in Egitto e del loro pellegrinaggio verso la Terra Promessa, è quindi necessario che i rabbini scelgano con cura gli esemplari più belli da destinare a questo evento.
Il cedro deve essere puro (quindi non innestato), con una buccia liscia, privo di irregolarità e screpolature e per questo i contadini prendono delle precauzioni come pezzi di canne per distanziare i frutti l’uno dall’altro o ricorrendo a semplici foglie per creare lo spessore giusto. e permettere alla pianta di respirare e crescere rigogliosa.
Il frutto ideale deve essere anche di un omogeneo color verde, quindi omogeneo, perfetto nella forma allungata e con il peduncolo accentuato. Un cedro religioso può valere dagli 8 ai 30 €.




