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	<title>Spazio Piante</title>
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		<title>La Cipolla, Allium cepa-Liliaceae</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[orto]]></category>
		<category><![CDATA[Cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[Liliaceae]]></category>

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La cipolla è senza dubbio la pianta da orto più coltivata in Italia: possiede capacità organolettiche e ha un alto contenuto di sali minerali e di vitamine; probabilmente questo ortaggio è di origine dell’Asia occidentale.
Le varietà di questa specie sono diverse nelle forme e nei colori; la cipolla invernale ha una metodologia diversa rispetto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1219" title="cipolla" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/cipolla.JPG" alt="cipolla" width="450" height="336" /></p>
<p>La cipolla è senza dubbio la pianta da orto più coltivata in Italia: possiede capacità organolettiche e ha un alto contenuto di sali minerali e di vitamine; probabilmente questo ortaggio è di origine dell’Asia occidentale.</p>
<p>Le varietà di questa specie sono diverse nelle forme e nei colori; la cipolla invernale ha una metodologia diversa rispetto alla produzione della cipolla tradizionale; è diversa nell’aspetto e non ha il tipico ingrossamento del fusto.</p>
<p>E’ una pianta erbacea biennale e possiede un apparato radicale fascicolato: può essere alta fino ad un metro e mezzo: la cipolla è formata da cinque squame ricche di sostanze di riserva.<span id="more-1218"></span></p>
<p>Una membrana sottile la ricopre all’esterno; le foglie sono affusolate e appuntite, con una forma decisamente cilindrica: l’inflorescenza è molto vistosa, di colore rosa o bianco: la forma del fiore è ad ombrello ed è suddivisa in 3 o 4 parti principali.</p>
<p>Le cipolle si diversificano per l’uso che se ne fa: possono essere conservate e stoccate per la produzione industriale di sottaceti, oppure può essere consumata fresca. Ma anche l’aspetto esteriore fa la differenza tra le specie diverse.</p>
<p>Ci sono cipolle primaverili estive ed autunno invernali. Le prime sono di colore bianco e si consumano fresche, subito dopo la raccolta: vengono seminate in estate, trapiantate in autunno e raccolte in primavera. Ci sono in vendita bulbi di cipolla che evitano di doverle seminare in semenzaio; sono immediatamente pronte per il trapianti e la messa a dimora.</p>
<p>Le cipolle invernali si seminano in terra tra i primi di febbraio e la fine di marzo: se si semina sotto una serra si può iniziare la coltivazione già a dicembre. Il ripicchettaggio del seminato avverrà in primavera e la raccolta nei mesi estivi: se la semina avviene più tardi la raccolta si protrarrà per tutto il periodo autunnale</p>
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		<title>Chaenomeles, detto Cotogno da fiore-Rosaceae</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberi da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Chaenomeles]]></category>
		<category><![CDATA[Rosaceae]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci sono particolari cotogni da fiore e da frutto che sono utilizzati per ricavarne dei bonsai, piccole piante che racchiudono grandi segreti di paziente coltivazione. Queste speciali specie sono il chaenomeles japonica, il chaenomeles speciosa, il chaenomeles superba e infine la pseucydonia sinensis.
La chaenomeles speciosa viene utilizzata come bonsai per le caratteristiche foglie di piccole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1216" title="Chaenomeles" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Chaenomeles.jpg" alt="Chaenomeles" width="450" height="338" /></p>
<p>Ci sono particolari cotogni da fiore e da frutto che sono utilizzati per ricavarne dei bonsai, piccole piante che racchiudono grandi segreti di paziente coltivazione. Queste speciali specie sono il chaenomeles japonica, il chaenomeles speciosa, il chaenomeles superba e infine la pseucydonia sinensis.</p>
<p>La chaenomeles speciosa viene utilizzata come bonsai per le caratteristiche foglie di piccole dimensioni rispetto alle altre specie, che di solito hanno una foglia piuttosto grande per poterne ottenere una pianta bonsai.</p>
<p>Sono utilizzate per la propria corteccia decorativa, che si desquama lasciando macchie scure sul tronco. I fiori, nel cotogno da fiore, sono presenti sulla pianta a lungo, per diversi mesi e i frutti sono piccole mele aspre di colore giallastro.<span id="more-1215"></span></p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica di queste piante è che sono costituite da rami spinosi e contorti nella forma.</p>
<p>Riguardo alle potature, essendo questa in verità una pianta da fiore, saranno vigorose, e saranno effettuate nel periodo in cui non sono presenti i boccioli.</p>
<p>Occorre quindi scegliere il periodo autunnale: per favorire una fioritura abbondante occorre accorciare bene i rami, tagliandoli dopo averli fatti crescere anche molti centimetri. Durante il mese di luglio occorre procedere alla cimatura dei germogli, e si consiglia di togliere la maggior parte di frutti se alla loro comparsa risultano essere piuttosto abbandanti; tutto questo permetterà alla pianta di non affaticarsi troppo durante lo sviluppo naturale.</p>
<p>Sono piante che non temono in alcun modo il gelo inteso: in inverno potremmo dunque lasciarle all&#8217;aperto; occorre dire che amano le posizioni luminose, anche soleggiate. Le inanffiature devono essere molto frequenti durante tutto il periodo di fioritura: occorre mantenere il terreno umido ma non troppo bagnato.</p>
<p>In inverno innaffiare una volta al mese; non fate asciugare troppo il terreno quando fa molto freddo. Durante il perido vegetativo concimare ogni 15 giorni, con un concime apposito: ad alto tenore di zolfo; in autunno passare ad un concime ad alto tenore di fosforo.</p>
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		<title>Carota, delle Ombrelliferae</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[orto]]></category>
		<category><![CDATA[carota]]></category>
		<category><![CDATA[Ombrelliferae]]></category>

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La carota è uno degli ortaggi più diffusi e più conosciuti: in questo articolo ne esaminiamo le caratteristiche; è una pianta originaria delle regioni temperate dell&#8217;Europa, ed è coltivata per le radici a fittone utilizzate a scopo alimentare sia crude che cotte. Le varietà più conosciute hanno una forma variabile e sono di colore bianco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1211" title="Carota Ombrelliferae" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Carota-Ombrelliferae.jpg" alt="Carota Ombrelliferae" width="450" height="328" /></p>
<p>La carota è uno degli ortaggi più diffusi e più conosciuti: in questo articolo ne esaminiamo le caratteristiche; è una pianta originaria delle regioni temperate dell&#8217;Europa, ed è coltivata per le radici a fittone utilizzate a scopo alimentare sia crude che cotte. Le varietà più conosciute hanno una forma variabile e sono di colore bianco, arancio o rosse: sono ricche di coloranti e di vitamine.</p>
<p>A seconda del colore e della forma della radice, le carote vengono distinte in  gruppi. La varietà più diffusa è quella rossa, che produce radici di colore arancio. I tempi di maturazione sono variabili a seconda della specie di carota.<span id="more-1210"></span></p>
<p>Si tratta di una pianta facile da coltivare e che si adatta a tutti i climi: ma è maggiromente indicata per i climi temperati, e si può coltivare in tutta la penisola italiana. Neccesita di un terreno sciolto, di medio impasto che sia sabbioso o calcareo, ricco di sostanza organica e senz aristagnio d&#8217;aqua.</p>
<p>Durante la coltivazione delle carota, la pianta madre sfrutta le sostanze organiche residue di colture precedenti: in effetti è importante coltivare a rotazione, cioè variare la zano dove si coltiva un ortaggio. Se in una zona abbiamo coltivato cavoli, nella stagione successiva coltiveremo patate e così via per tutto l&#8217;appezzamento dell&#8217;orto dedicato a questo scopo.</p>
<p>Alla carotapuò seguire l&#8217;aglio o il porro come coltura da rinnovo: non deve essere ripetuta prima di tre anni per evitare attacchi di parassiti. Non si deve coltivare dopo la bietola da orto, in quanto potrebbe essere colpita da marciume radicale. La semina può avvenire a spaglio, anche se questa tecnica non permette di effettuare la sarchiatura e il diserbo nel modo adeguato.</p>
<p>Potete anche coltivare in file, la cui distanza sarà di 5 centimetri una dall&#8217;altra, mentre sarà di 20 centimetri da una fila alla parallela.</p>
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		<title>Elementi chimici dei fertilizzanti</title>
		<link>http://www.spaziopiante.com/elementi-chimici-dei-fertilizzanti/1207</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>

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In un articolo precedente abbiamo parlato dei fertilizzanti e dei loro tipi principali e cioè quelli a base di azoto, di fosforo o di potassio, dicendo che ci sono anche altri elementi chimici che contribuiscono alla ottimale crescita della pianta: sono gli elementi chimici come il calcio, il ferro, il magnesio o lo zolfo.
Il calcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1208" title="fertilizzanti" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/fertilizzanti.jpg" alt="fertilizzanti" width="450" height="338" /></p>
<p>In un articolo precedente abbiamo parlato dei fertilizzanti e dei loro tipi principali e cioè quelli a base di azoto, di fosforo o di potassio, dicendo che ci sono anche altri elementi chimici che contribuiscono alla ottimale crescita della pianta: sono gli elementi chimici come il calcio, il ferro, il magnesio o lo zolfo.</p>
<p>Il calcio è un componente naturale presente in molte materie originarie dei suoli e presente in molti terreni: si trova sotto forma di carbonato, di fosfato, di silicato o nella sostanza organica. Si combina nel terreno con altri elementi nutritivi riducendo la solubilità di entrambi; il calcio è di fatto un elemento della nutrizione ed è un componente essenziale delle proto pectine presenti nelle pareti cellulari che lo rende responsabile della consistenza dei frutti.<span id="more-1207"></span></p>
<p>Il ferro è un microelemento catalitico, considerato tra gli elementi essenziali per la vita delle piante; se viene a mancare uno di questi elementi, la pianta muore: è presente nelle foglie, e si accumula nelle cloroplasti dove contribuisce alla sintesi clorofilliana. E’ legato quindi alla clorofilla, e in sua assenza le foglie si decolorano e perdono il verde naturale; inoltre è integrante di vari enzimi che intervengono nelle reazioni di ossidoriduzione della fotosintesi, del metabolismo dei carboidrati e della respirazione.</p>
<p>Il magnesio, invece, va considerato un macroelemento di grande importanza: ha una funzione nella biologia delle piante, e costituisce l’atomo centrale della clorofilla assumendo un ruolo da protagonista nella fotosintesi della clorofilla. Il magnesio presiede alla formazione degli zuccheri, delle proteine, dei grassi e delle vitamine.</p>
<p>E’ considerato un attivatore di funzioni enzimatiche e regolatore della pressione osmotica. Si trova in tutte le parti della pianta.</p>
<p>Per finire parliamo dello zolfo che svolge la funzione di nutrizione  e di cura delle malattie da funghi: lo zolfo è un elemento secondario nella scala di valori di questo articolo e del giardinaggio in generale. E’ contenuto nelle piante e si trova in giacimenti minerali costituiti da zolfo elementare, fossili di pirite e depositi vulcanici.</p>
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		<title>Cipresso calvo: detto Cipresso delle Virginia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberi da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Cipresso calvo]]></category>
		<category><![CDATA[Cipresso delle Virginia]]></category>

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Si tratta di una conifera caduca molto longeva originaria degli Stati Uniti d’America, con esemplari di oltre cento anni di età che possono raggiungere i 40 metri di altezza; presenta un tronco eretto, allargato alla base con una corteccia bruno rossastra spesso fessurata, che indica l’età della pianta.
Presenta una chioma piramidale, che con il passare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1205" title="Cipresso calvo" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Cipresso-calvo.jpg" alt="Cipresso calvo" width="450" height="300" /></p>
<p>Si tratta di una conifera caduca molto longeva originaria degli Stati Uniti d’America, con esemplari di oltre cento anni di età che possono raggiungere i 40 metri di altezza; presenta un tronco eretto, allargato alla base con una corteccia bruno rossastra spesso fessurata, che indica l’età della pianta.</p>
<p>Presenta una chioma piramidale, che con il passare degli anni diventa disordinata con foglie lineari e appiattite di colore verde chiaro. Le foglie, prima di cadere in autunno, diventano dorate quindi rossastre.</p>
<p>I fiori maschili e femminili crescono in lunghe pannocchie che presentano pigne tondeggianti, legnose, che maturano a fine autunno diventando legnose e maturando: nello stesso periodo liberano i semi.</p>
<p>Crescono sovente in luoghi paludosi o presso corsi d’acqua con le radici che si elevano dal terreno e sono dette pneumatofori.</p>
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		<title>Amaranthus caudatus</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante ornamentali]]></category>
		<category><![CDATA[Amaranthus]]></category>
		<category><![CDATA[Amaranthus caudatus]]></category>
		<category><![CDATA[coda di gatto]]></category>

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La Amaranthus caudatus è anche nota con il nome popolare di coda di gatto: è una erbacea annuale ed è originaria dell&#8217;America del sud; a questo genere appartengono molte specie, originarie dell&#8217;America, dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia, alcune di queste sono commestibili e vengono coltivate per l&#8217;alimentazione.
Questa pianta ha un portamento eretto e presenta fusti molto ramificati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1201" title="Amaranthus caudatus" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Amaranthus-caudatus.JPG" alt="Amaranthus caudatus" width="450" height="338" /></p>
<p>La Amaranthus caudatus è anche nota con il nome popolare di coda di gatto: è una erbacea annuale ed è originaria dell&#8217;America del sud; a questo genere appartengono molte specie, originarie dell&#8217;America, dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia, alcune di queste sono commestibili e vengono coltivate per l&#8217;alimentazione.</p>
<p>Questa pianta ha un portamento eretto e presenta fusti molto ramificati che talvolta raggiungono il metro di lunghezza: le foglie sono grandi e di forma lanceolata oppure ovale, mentre il colore è verde scuto talvolta opaco, e alcune varietà hanno foglie rossastre.</p>
<p>Per tutto il periodo estivo, e fino ai primi freddi autunnali, questa pianta produce inflorescenze allungate e pendule, di colore tra il rosso e il giallo.<span id="more-1200"></span></p>
<p>La coda di gatto si può porre a dimora in giardino in un contenitore, per meglio godere con la vista le inflorescenze pendule: le inflorescenze di amaranto sono utilizzate come fiori recisi o fiori secchi.</p>
<p>Riguardo alla esposizione, occorre porre a dimora gli amaranti in posizione soleggiata, possibilmente al riparo dai venti forti e gelidi, che possono danneggiare i fusti sottili e le inflorescenze.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1202" title="Amaranthus caudatus 1" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Amaranthus-caudatus-1.jpg" alt="Amaranthus caudatus 1" width="450" height="338" /></p>
<p>Sebbene possano sopportare brevi periodi di siccità, è bene innaffiare con regolarità questa pianta, facendo attenzione  a lasciare asciugare il terreno tra una innaffiatura e l&#8217;altra. Nei mesi primaverili si consiglia di fornire concime specifico per piante da fiore ogni due settimane mescolandolo all&#8217;acqua delle innaffiature.</p>
<p>Sono piante che preferiscono i terreni sciolti e ben drenati, oppure asciutti e sabbiosi: vanno poste a dimora dopo aver lavorato bene il terreno aggiungendo del terriccio bilanciato, sabbia e materiale dreanante, come pietra pomice o lapillo. Hanno uno sviluppo vigoroso, queste piante, qundi è bene scegliere dei vasi capianti se si decide di coltivarla in un contenitore anzichè in terra piena.</p>
<p>La moltiplicazione avviene per seme: seminare in febbraio o marzo in semenzaio; tenerlo in luogo protetto fino a germinazione avvenuta; in aprile o maggio è possibile seminare l&#8217;amaranto direttamente in piena terrra.</p>
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		<title>Dactylorhiza delle Orchidaceae</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante ornamentali]]></category>
		<category><![CDATA[Dactylorhiza]]></category>
		<category><![CDATA[Orchidaceae]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si tratta di un genere di orchidee che conta alcune decine di specie di orchidee epifite e terricole: sono originarie dell&#8217;Asia e dell&#8217;america settentrionale, oltre che dell&#8217;Europa. Il nome ne descrive le radici fatte a forma di mano umana.
Producono un fusto di notevoli dimensioni, che può raggiungere la lunghezza di 70 centimetri. E&#8217; leggermente carnoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1198" title="Dactylorhiza" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Dactylorhiza.jpg" alt="Dactylorhiza" width="450" height="325" /></p>
<p>Si tratta di un genere di orchidee che conta alcune decine di specie di orchidee epifite e terricole: sono originarie dell&#8217;Asia e dell&#8217;america settentrionale, oltre che dell&#8217;Europa. Il nome ne descrive le radici fatte a forma di mano umana.</p>
<p>Producono un fusto di notevoli dimensioni, che può raggiungere la lunghezza di 70 centimetri. E&#8217; leggermente carnoso e porta alcune foglie lanceolate e allungate, che avvolgono foglie più corte che crescono lungo il fusto stesso.</p>
<p>All&#8217;apice del fusto troviamo una pannocchia di fiori a forma di tubo e di piccole dimensioni. L&#8217;orchidea produce fiori di vario colore, dal giallo al bianco e dal lilla al porpora: la parte interna è costrellata da piccoli puntini scuri.<span id="more-1197"></span></p>
<p>Questa orchidea sboccia a primavera inoltrata e dopo i fiori compaiono piccole capsule conteneti i semi: è una pianta protetta in Italia, quindi ne è vietata la raccolta in natura. Nasce presso laghetti e stagni.</p>
<p>Se la coltivata occorre porla a dimora in un luogo semiombreggiato, che abbia alcune ore di sole nel primo mattino. E&#8217; un&#8217;orchidea che non teme il freddo e quindi può essere coltivata anche nei nostri giardini; se tenute in un contenitore vanno poste nella serra fredda.<br />
Occorre ripararle dal sole diretto durante i mesi estivi.</p>
<p>Necessitano di innaffiature regolari, e il terreno va mantenuto umido tra una innaffiatura e l&#8217;altra; in gener enon sopporta bene i epriodi di siccità.</p>
<p>Riguardo al terreno bisogna riconoscere che questa speciale orchidea cresce bene in tutti i terreni, a patto che siano ben drenati e leggeri.</p>
<p>Per una corretta crescita della pianta si consiglia di concimare con concime specifico due o tre volte all&#8217;anno.</p>
<p>La moltiplicazione avviene per seme: è anche possibile praticare talee di radice, oppure dividere le radici carnose.</p>
<p>Si tratta di piante che non si ammalano quasi mai e che non soffrono di batterie di parassiti al pari di altre piante in natura.</p>
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		<title>Echeveria delle Crassulaceae</title>
		<link>http://www.spaziopiante.com/echeveria-delle-crassulaceae/1192</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante succulente o grasse]]></category>
		<category><![CDATA[Crassulaceae]]></category>
		<category><![CDATA[Echeveria]]></category>
		<category><![CDATA[Piante succulente]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo genere comprende diverse decine di specie diverse di piante succulente; sono originarie dalle aree centrali e meridionali degli Stati Uniti; producono dei gruppi di foglie, ben compatte e larghe fino ad una decina di centimetri, molto bella a vedersi con le proprie originali sfumature gialle all’interno e rosa o rosso all’esterno.
Alla base dell’inflorescenza sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1193" title="Echeveria Crassulaceae" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Echeveria-Crassulaceae.jpeg" alt="Echeveria Crassulaceae" width="450" height="338" /></p>
<p>Questo genere comprende diverse decine di specie diverse di piante succulente; sono originarie dalle aree centrali e meridionali degli Stati Uniti; producono dei gruppi di foglie, ben compatte e larghe fino ad una decina di centimetri, molto bella a vedersi con le proprie originali sfumature gialle all’interno e rosa o rosso all’esterno.</p>
<p>Alla base dell’inflorescenza sarà facile trovare stoloni piuttosto sottili: Alla fine di questi troviamo invece nuove rosette di foglie compatte al tatto, carnose nell’aspetto e ovale o triangolare nella forma geometrica, così come dettata dalla Natura, grande maestra di tutto ciò che esiste come flora e fauna attorno a noi, e ci sorprende nuovamente ogni volta che ne studiamo gli aspetti.<span id="more-1192"></span></p>
<p>Le foglie sono di colore vario: a seconda della specie a cui appartengono, queste stupende piante chiamate echeverie possono essere grigio azzurre, o grigi, non soltanto un tradizionale verde, dunque.</p>
<p>Le echeverie si possono innaffiare con moderazione per tutto il periodo in cui molte piante sono in piena crescita vegetativa, quindi tra marzo e ottobre: fate attenzione ad apportare acqua solo quando il terreno è asciutto. Come dire che non dovete per l’appunto esagerare; vi accorgerete di somministrare acqua in eccesso se vedrete che il terreno accanto alla base della pianta rimane sommerso da un leggero strato d’acqua, che la terra, così com’è inzuppata, stenta a riassorbire.</p>
<p>Massima attenzione quindi; e ricordate di innaffiare solo di tanto in tanto durante il periodo invernale: ricordate che questa pianta teme il freddo intenso, quindi se disponete di una serra fredda nel vostro giardino, quello sarà il sito ideale per svernare. Altrimenti, se ritirate in case la vostra pianta in vaso, allora sarete protetti dalle gelate, che possono distruggere una pianta in poco tempo.</p>
<p>Le echeverie preferiscono posizioni molto luminose, ma vanno bene anche zone semio-mbreggiate: l’importante è che assicuriate una certa luminosità per l’ambiente in cui la riponete, considerando che non bisogna esporla direttamente ai raggi solari, perché la pianta potrebbe risentirne.</p>
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		<title>Cipresso delle cupressaceae</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberi da Giardino]]></category>
		<category><![CDATA[Cipresso]]></category>
		<category><![CDATA[cupressaceae]]></category>
		<category><![CDATA[pianta sempreverde]]></category>

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Il cipresso è una conifera sempreverde di dimensioni contenute: ha origini nel nord America e nell&#8217;Europa mediterrranea, ma cresce anche in Africa e in Asia.
Di solito ha la forma di una colonna, e la chioma è di colore verde e compatta: è brillante e le foglie sono di piccole dimensioni, simili a squame: se strofinate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1190" title="Cipresso cupressaceae" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/Cipresso-cupressaceae.jpg" alt="Cipresso cupressaceae" width="450" height="338" /></p>
<p>Il cipresso è una conifera sempreverde di dimensioni contenute: ha origini nel nord America e nell&#8217;Europa mediterrranea, ma cresce anche in Africa e in Asia.</p>
<p>Di solito ha la forma di una colonna, e la chioma è di colore verde e compatta: è brillante e le foglie sono di piccole dimensioni, simili a squame: se strofinate producono un odore caratteristico. I frutti sono detti galbule e sono di forma tondeggiante: sono costituiti da capsule carnose, che a maturazione diventano legnose; in seguito si rompono liberando semi. Il cipresso è molto utilizzato sui bordi dei vialetti, oppure come alberatura stradale presso le grandi arterie di traffico urbano motorizzato.<span id="more-1189"></span></p>
<p>Il cipresso ama posizioni soleggiate, e possibilemente al riparo dai grandi freddi invernali, e sopratutto dal vento gelido, ma non per questo teme il freddo; ma difficilmente sopravvive agli inverni troppo rigidi.</p>
<p>Si tratta di una pianta che ama un terreno umido, e può sopportare brevi periodi di siccità; va innaffiato ogni due settimane al massimo e è bene interrare nei rpessi del tronco una certa quantità di concime organico.</p>
<p>IL terreno non ha necessità di particolari cure, basta che sia ben drenato.</p>
<p>La moltiplicazione del cipresso avviene per semina a primavera, ma spesso si preferisce fare talee che vanno fatte radicare in un miscuglio di sabbia e torba divisa in parti uguali; in seguito le talee andranno conservate in un luogo temperato due anni, prima di essere poste a dimora.</p>
<p>Bisogna inoltre riconoscere che il cipresso è una pianta che difficilmente si ammala; infatti difficilmente viene attaccata da malattie e questi alberi semrpeverdi sono immuni a una malattia che ha decimato numerosi alberi in molte parti d&#8217;Europa. Il cancro del cipresso ha spesso colpito alberi dell&#8217;area mediterranea. Ma talvolta il cipresso è colpito da un tipo di afide detto afide del cipresso.</p>
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		<title>Rinvasare le piante grasse</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 10:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piante succulente o grasse]]></category>
		<category><![CDATA[piante grasse]]></category>
		<category><![CDATA[Rinvasare]]></category>
		<category><![CDATA[rinvasare le piante grasse]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le piante grasse vanno rinvasate con regolarità una volta all&#8217;anno: scegliete un vaso che abbia un diametro superiore di un centimetro rispetto al vaso precedente; consiederate che potete rinvasare anceh ogni due anni perchè queste piante crescono molto lentamente, e le radici ci mettono parecchi tempo ad espandersi all&#8217;interno del vaso.
Quello che è importante è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1187" title="rinvasare-piante-grasse" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/03/rinvasare-piante-grasse.jpg" alt="rinvasare-piante-grasse" width="450" height="338" /></p>
<p>Le piante grasse vanno rinvasate con regolarità una volta all&#8217;anno: scegliete un vaso che abbia un diametro superiore di un centimetro rispetto al vaso precedente; consiederate che potete rinvasare anceh ogni due anni perchè queste piante crescono molto lentamente, e le radici ci mettono parecchi tempo ad espandersi all&#8217;interno del vaso.</p>
<p>Quello che è importante è cambiare il terreno dove coltiviamo la nostra pianta: per questo motivo è meglio rinvasare tutti gli anni. Quando rinvasate potete aggiungere del concimea basso tenore d&#8217;azoto, in modo che la pianta lo riceva durante le innaffiature.<span id="more-1186"></span></p>
<p>Quando effettuate il rinvaso, una volta liberata la pianta dal vecchio vaso, scuotete il terriccio vecchio e tagliate le radici troppo lunghe, quelle vuote o quelle rinsecchite. Sotto il terreno mettete uno strato di sassolini per consentire il deflusso dell&#8217;acqua. Ricordate semrpe che le piante grasse non amano i ristagno d&#8217;acqua nel terreno.</p>
<p>Quando mettete la pianta nel nuovo vaso controllate che non vi siano parassiti e allergate bene le radici sul nuovo terriccio, quindi aggiungete altra terra. Compattatela con le dita fino al colletto della pianta, cinca un centimetro sotto il bordo del vaso.</p>
<p>Dopo qualche giorno procedete all&#8217;innaffiatura.</p>
<p>Le piante grasse crescono meglio se hanno un buon drenaggio anceh se sono capaci di crescere anche nelle fenditure dei muri.</p>
<p>Queste piante non devono essere innaffiato troppo spesso: d&#8217;estate, quando fa molto caldo, potete innaffiare due o tre volte a settimana, per il resto dell&#8217;anno, una volta al mese. Se coltivate queste piante noterete che a febbraio e a marzo danno segno di risveglio; questo è il periodo adatto per il rinvaso.</p>
<p>Da marzo fino a maggio poi, si innaffiano e si possono lasciare all&#8217;aperto, ritirandole solo la notte; da maggio a settembre invece possono stare alla&#8217;erto per tutto il giorno senza alcun pericolo per il troppo freddo.</p>
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