Cicatrizza le ferite con le noci! (juglans regia)
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Arriva la stagione fredda e nei supermercati si trova già la frutta secca. Tra la tanta varietà, qui vi parlo della noce. È un frutto squisito che i più conoscono come ci viene venduto, ovvero un legnoso guscio al cui interno troviamo un seme, detto gheriglio, composto da due grosse parti ricche di olio.
Quello che forse non tutti sanno è che questo frutto si trova in natura avvolto da un involucro esterno più o meno carnoso, di cui abbondano gli imponenti noci (juglans regia).
Questi alberi sono infatti molto alti e possono superare anche i venti metri, presentano dapprima una corteccia liscia, quindi rugosa e infine biancastra. Si pensa che il noce abbia avuto origine in Asia occidentale, ma oggi è coltivato ovunque ci sia un clima temperato. E per fortuna viste le sue molteplici applicazioni in campo alimentare e industriale per il suo legno.
Mentre da un punto farmacologico ciò che conta sono le sue preziosissime foglie ricche di un olio essenziale, il tannino, di vitamina C e juglone, una sostanza purgante. Ma lavorare queste foglie è complicato, purtroppo! Vanno raccolte in estate e private della rachide, poi fatte essiccare in fretta e all’ombra per non farle annerire.
Si ricavano così estratti, infusi, lavande e prodotti da inalare utili per persone linfatiche, per irritazioni della gola, per lavaggi nasali e per combattere eritemi e simili! E se vi sembrasse poco, sappiate che sempre dalle foglie, viste le loro proprietà astringenti, si ricavano decotti che aiutano contro eruzioni cutanee e che facilitano la cicatrizzazione delle ferite.
Basta far bollire un pugno di foglie in un litro d’acqua, ma ricordate: il decotto è per uso esterno! Così se trovate il suo profumo invitante, rifatevi col frutto!
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