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	<title>Spazio Piante &#187; Coltivazione</title>
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		<title>Piante: Belle e facili da coltivare</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Adiantum capillus-veneris]]></category>
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		<category><![CDATA[Urginea]]></category>

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		<description><![CDATA[
Adiantum capillus-veneris. Capelvenere. Puo essere coltivata aH&#8217;aperto solo in zone a clima mite, altrimenti la si tiene in casa. In serra e in luoghi riparati e sempreverde.
Ageratum. Vuole terreno fresco e posizione soleggiata. Si semina in febbraio-marzo in serra o letto caldo. Si trapianta in maggio.
Asparagus. Si coltiva all&#8217;aperto, in posizione riparata, nell&#8217;Italia centrale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1879" title="Ageratum" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/07/Ageratum.jpg" alt="" width="450" height="328" /></p>
<p><strong>Adiantum capillus-veneris</strong>. Capelvenere. Puo essere coltivata aH&#8217;aperto solo in zone a clima mite, altrimenti la si tiene in <a title="casa" href="http://www.globaldonna.com/tag/casa/">casa</a>. In serra e in luoghi riparati e sempreverde.</p>
<p><strong>Ageratum</strong>. Vuole terreno fresco e posizione soleggiata. Si semina in febbraio-marzo in serra o letto caldo. Si trapianta in maggio.</p>
<p><strong>Asparagus</strong>. Si coltiva all&#8217;aperto, in posizione riparata, nell&#8217;Italia centrale e meridionale. Altrimenti e da considerare pianta da serra o da appartamento. Sopporta una temperatura mlnima invernale di 7°; in <a title="estate" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">estate</a> si innaffia abbondantemente, in inverno la terra deve essere appena umida. A marzo si comincia a dividere i rizomi per moltiplicarli.</p>
<p><strong>Begonia</strong>. Vuole una composta leggera. <a title="Coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">Coltivazione</a> in serra e in posizione riparata, un po&#8217; ombreggiata. Per ottenere B. semperflorens da tenere all&#8217;aperto si semina in febbraio-marzo.</p>
<p><strong>Dahlia</strong>. Quella da aiuola vuole terreno piuttosto pesante e posizione soleggiata. Si innaffia molto durante la stagione calda. In febbraio-marzo si semina sotto vetro in cassette, a 15°. Si trap i antano le gi ovani pi antin e in letto freddo dall&#8217;inizio di aprile e poi si mettono a dimora definitivamente a fine maggio.<span id="more-1878"></span></p>
<p><strong>Fuchsia magellanica</strong>. E una specie rustica che, nelle zone fredde, puo essere danneggiata dal freddo. In primavera pero produce di solito nuovi germogli. Vuole terreno ben drenato arricchito con torba e un po&#8217; di farina di ossa, <a title="sole" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">sole</a> o posizione parzialmente ombreggiata.</p>
<p><strong>Hedera</strong>. Cresce bene in qualsiasi terreno. Si pianta all&#8217;inizio della primavera o in autunno. Cresce bene anche in vaso, in posizione luminosa, ma non al raggi diretti del sole. In febbraio-rnarzo si semina.</p>
<p><strong>Hosta</strong>. Si pianta in marzo o in ottobre al sole oppure in luogo parzialmente ombreggiato. Vuole terreno ben drenato, arricchito con torba o con letame maturo. II metodo migliore per moltiplicarla e la suddivisione dei cespi, ma si puo anche seminare. Una volta che la pi anta ha atte cchito si las ci a in disturbata per anni.</p>
<p><strong>Impatiens</strong>. Le specie perenni si coltivano in vaso a una temperatura che in inverno non deve scendere sotto i 13°. In casa la pianta si tiene in posizione bene illuminata ma lontano dalla luce diretta del sole. Le piante da lasciare all&#8217;aperto si mettono a dimora dalla fine di aprile in poi al sole o a mezzombra. Da aprile a settembre per moltiplicarle si prelevano talee dai germogli piu vigorosi. Le specie annuali si coltivano in terreno ben drenato, fertile, in luogo parzialmente ombreggiato. Si seminano in marzo e aprile direttamente a dimora. Poi si diradano le piantine.</p>
<p><strong>Lobelia</strong>. Nelle zone fredde occorre proteggere le radici delle perenni coprendo ii terreno con foglie o paglia. Si seminano in febbraio in una composta da semi a una temperatura di 16-18°, poi le piantine si trapiantano e si tengono a 10° finche in maggio si mettono a dimora. Le specie perenni si possono anche moltiplicare in marzo, per divisione dei cespi.</p>
<p><strong>Lonicera</strong>. E una pianta rampicante o ad arbusto che vuole terreno ricco di so stanza organica (se rampicante) . Per moltiplicarle si prelevano talee di fusto in luglio e agosto e si piantano in torba e sabbia (parti uguali) in cassone freddo. Nella primavera successiva, le rampicanti si mettono in vaso da interrare all&#8217;aperto e ii si tengono fino all&#8217;autunno, quando si mettono definitivamente a dimora.</p>
<p><strong>Melograno</strong>. Cresce bene nelle zone a clima mite; non teme i luoghi freddi purche ben riparati. Vuole terreno fresco, fertile. Si pianta in autunno.</p>
<p><strong>Oxalis</strong>. Pianta erbacea o ad arbusto che comprende anche bulbose, da piantare in marzo oppure in settembre; vuole una posizione riparata e terreno ben drenato arricchito con torba. Si puo coltivare anche in vaso. Le bulbose si moltiplicano dividendole dopo la fioritura, mentre le altre si dividono in marzo. Si ripiantano direttamente a dimora.</p>
<p><strong>Urginea</strong>. E&#8217; una bulbosa che cresce bene in zone prossime al <a title="mare" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">mare</a>. Dove fa freddo, va protetta durante la stagione invernale con uno strato di paglia. Va piantata in primavera, in terreno sciolto e ben drenato esposto al sole. Per moltiplicarla, si aspetta che sfiorisea e, quando le foglie sono seccate, si tolgono i bulbi dal terreno, si dividono e si ripiantano.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tecniche di coltivazione in terra (Parte terza)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in terra]]></category>

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Un altro procedimento di coltivazione del terreno, che riguarda però la pianta in modo diretto, è la cimatura, ovvero il taglio del germoglio apicale.
Ci sono piante che, in natura si sviluppano in modo equilibrato con il giusto rapporto tra rami e germogli: il germoglio all’apice del fusto principale cresce mentre gli altri germogli crescono meno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1836" title="Tecniche di coltivazione in terra" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/06/Tecniche-di-coltivazione-in-terra.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p>Un altro procedimento di <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">coltivazione</a> del terreno, che riguarda però la pianta in modo diretto, è la cimatura, ovvero il taglio del germoglio apicale.</p>
<p>Ci sono piante che, in natura si sviluppano in modo equilibrato con il giusto rapporto tra rami e germogli: il germoglio all’apice del fusto principale cresce mentre gli altri germogli crescono meno. Cimando le <a title="piante ornamentali" href="http://www.spaziopiante.com/category/piante-ornamentali">piante ornamentali</a>,potremmo ottenere un cespuglio elegante e proporzionato, ben riempito: gli altri germogli si svilupperanno al meglio, se poterete il germoglio apicale.<span id="more-1835"></span></p>
<p>La sbottonatura è anch’esso un procedimento che riguarda direttamente la pianta:  se coltivate piante come le rose o i crisantemi, potrete scegliere se avere un gran numero di <a title="fiori" href="http://www.spaziopiante.com/category/fiori">fiori</a> piccoli oppure un solo fiore grande.</p>
<p>L’impollinazione è il trasferimento dallo stame alla stimma del polline: dall’organo maschile all’organo femminile del fiore, quindi; è il primo stadio della produzione di un seme; questo procedimento si chiama impollinazione. Per le <a title="piante da frutta" href="http://www.spaziopiante.com/tag/piante-da-frutta">piante da frutta</a> l’impollinazione è necessaria, ed avviene grazie alle api: per le piante come i meloni che producono fiori maschili e femminili separati, occorre staccare i fiori maschili e passarli su quelli femminili.</p>
<p>La nutrizione consiste nella concimatura che avviene tra marzo e settembre: esistono in commercio <a title="fertilizzanti" href="http://www.spaziopiante.com/tag/fertilizzanti">fertilizzanti</a> specifici per ogni tipo di pianta: non abbondate nelle dosi ma attenetevi a quanto descritto sulla confezione. Esistono concimi da diluire in acqua oppure concimi già pronti, da somministrare direttamente sul terreno.</p>
<p>Esistono anche fertilizzanti specifici fogliari.</p>
<p>La pacciamatura, infine, è l’apporto di sostanze organiche la terreno; queste sostanze organiche possono essere lo stallatico: va distribuito ai piedi della pianta o dell’albero e va leggermente interrato con un zappa: proteggerà la pianta contro il freddo intenso e contro le erbe infestanti; per questo è preferibile distribuirlo prima dell’inverno.</p>
<p>Il terreno se ne nutrirà lentamente, grazie anche all’infiltrazione di acqua piovana.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La zucca, delle cucurbitacee</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 10:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alberi da frutto]]></category>
		<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[orto]]></category>
		<category><![CDATA[cucurbitacee]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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La zucca proviene dall’America centrale; è una pianta nota fino dai tempi più antichi e viene coltivata sia per il consumo del frutto una volta maturo, che per la raccolta di frutti maturi, cioè gli zucchini. La zucca ha rappresentato da sempre una riserva alimentare per le zone più povere del pianeta: dopo selezioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1802" title="zucca cucurbitacee" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/06/zucca-cucurbitacee.jpg" alt="" width="450" height="295" /></p>
<p>La zucca proviene dall’America centrale; è una pianta nota fino dai tempi più antichi e viene coltivata sia per il consumo del frutto una volta maturo, che per la raccolta di frutti maturi, cioè gli zucchini. La zucca ha rappresentato da sempre una riserva alimentare per le zone più povere del pianeta: dopo selezioni e ibridi si è giunti ad un momento in cui il mercato offre diverse possibilità nella scelta tra diverse varietà di semi, zucche e zucchini.</p>
<p>Le <a title="piante" href="http://www.spaziopiante.com/tag/piante">piante</a> della zucche sono vigorose e a frutti striscianti lunghi diversi metri: sono a portamento cespuglioso con un fusto ridotto nella varietà che si semina negli orti.</p>
<p>I piccioli, come le foglie, sono ricoperti di peli ruvidi e i <a title="fiori" href="http://www.spaziopiante.com/category/fiori">fiori</a> sono grandi; hanno un colore giallo intenso ed esistono di sesso diverso sulla stessa pianta; il peduncolo dei fiori maschili si riconosce dal fatto che è più lungo dello stesso dei fiori femminili.<span id="more-1798"></span></p>
<p>I fiori sono commestibili e sono oggetto di commercio, vengono raccolti freschi e venduti nei mercati a mazzi.</p>
<p>Esistono diverse varietà di zucca: la zucca marina di Chioggia, o la zucca lunga invernale sono soltanto due delle tante: la Cucurbita maxima, come la moscata, è utilizzata per il consumo alimentare. Alla <a title="famiglia" href="http://www.globaldonna.com/category/famiglia/">famiglia</a> della Cucurbita maxima appartengono le grosse zucche da inverno, le zucche a forma di turbante e le zucche a forma ovoide.</p>
<p>Esistono inoltre le zucche ornamentali: appartengono alla specie cucurbita Lagenaria, di cui alcune varietà a maturazione sono quasi prive di polpa, e posseggono una buccia e polpa molto dure, coltivate da tempo in campagna per ricavarne, dopo averle svuotate, borracce, fiaschi e recipienti vari.</p>
<p>La zucca predilige un clima temperato e caldo: la temperatura ottimale di <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">coltivazione</a> si manifesta tra i 18 e i 24 gradi centigradi; la temperatura adatta alla vegetazione di questo ortaggio è favorita in climi miti. Seminando all’aperto con temperature più basse dei dieci gradi la germinazione è ritardata finché il seme, al riparo nel <a title="terreno" href="http://www.spaziopiante.com/tag/terreno">terreno</a>, avverte la temperatura ideale. Un trapianto eseguito a temperatura inferiore ai dieci gradi è errato e pregiudica i risultati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Coltivazione idroponica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 05:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione idroponica]]></category>

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Tra i diversi tipi di coltivazione idroponica vogliamo sottolineare quello sulla coltivazione in acqua profonda, dove le radici di una pianta adatta a questo tipo di coltivazione sono immerse completamente in acqua: il metabolismo della pianta, in questo caso, accelera notevolmente.
Ci procureremo per cominciare un vaso bucato; ce ne sono di predisposti che si trovano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1469" title="Coltivazione idroponica" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/05/Coltivazione-idroponica.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p>Tra i diversi tipi di <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">coltivazione</a> idroponica vogliamo sottolineare quello sulla <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/tag/coltivazione">coltivazione</a> in acqua profonda, dove le <a title="radici" href="http://www.spaziopiante.com/tag/radici">radici</a> di una pianta adatta a questo tipo di coltivazione sono immerse completamente in acqua: il metabolismo della pianta, in questo caso, accelera notevolmente.</p>
<p>Ci procureremo per cominciare un vaso bucato; ce ne sono di predisposti che si trovano in commercio sotto il nome inglese di netto. Riempiamo innanzitutto il vaso con dell’argilla espansa e appoggiamo il vaso sul coperchio di  una vaschetta piena d’acqua; appoggiamo ora il vaso sul coperchio prima nell’argilla espansa.</p>
<p>Qui si svilupperanno le radici.<span id="more-1468"></span></p>
<p>Il contenitore non deve fare passare la luce diurna, perché altrimenti si formerebbero le alghe: la capienza va calcolata in base al numero di piante: dovremmo calcolare circa quindici litri di acqua per ogni pianta che intendiamo coltivare con la <a title="coltivazione idroponica" href="http://www.spaziopiante.com/tag/coltivazione-idroponica">coltivazione idroponica</a>, alla quale ci stiamo apprestando.</p>
<p>Se la vasca è piccola, saranno necessari più controlli e più manutenzione dovrà essere apportata all’acqua contenuta nella vaschetta; Abbiamo ora bisogno di una pompa per portare aria, di alcune pietre porose e di un timer.</p>
<p>Le pompe funzioneranno ad intervalli dettati dal timer per purificare l’acqua: si consiglia di usare una pompa da 150 litri per ora; la pompa distribuirà l’aria su una superficie più grande grazie ad appositi tubicini.</p>
<p>Cambiate l’acqua ogni due settimane: fate in modo che la vostra vasca possa essere spostata con facilità, anche quando è piena d’acqua.</p>
<p>Il Ph dell’acqua va tenuto sotto controllo: per calcolare l’acidità dell’acqua potete usare un misuratore digitale come quelli che si trovano in commercio presso i negozi di <a title="giardinaggio" href="http://www.spaziopiante.com/category/giardinaggio">giardinaggio</a>.</p>
<p>Esistono comunque kit già montati e completi in ogni parte necessaria alla coltivazione idroponica: per essere sicuri di avere un impianto ottimizzato, comprarne uno già pronto risulta la migliore soluzione.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tecniche di coltivazione in terra (Seconda parte)</title>
		<link>http://www.spaziopiante.com/tecniche-di-coltivazione-in-terra-seconda-parte/1462</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 05:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in terra]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa è dunque la seconda parte dell’articolo sulle tecniche di conservazione: glio articoli sono autonomi e possono essere letti disgiunti uno dall’altro, essendo ognuno  esaustivo e fine a se stesso. Nel primo articolo abbiamo visto e spiegato le tecniche di coltivazione del terreno chiamate sarchiatura e rincalzatura: vediamo ora l’imbianchimento, la forzatura e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1464" title="coltivazione" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/05/coltivazione.jpg" alt="" width="450" height="340" /></p>
<p>Questa è dunque la seconda parte dell’articolo sulle tecniche di conservazione: glio articoli sono autonomi e possono essere letti disgiunti uno dall’altro, essendo ognuno  esaustivo e fine a se stesso. Nel primo articolo abbiamo visto e spiegato le tecniche di <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">coltivazione</a> del <a title="terreno" href="http://www.spaziopiante.com/tag/terreno">terreno</a> chiamate sarchiatura e rincalzatura: vediamo ora l’imbianchimento, la forzatura e il diradamento.</p>
<p>L’imbianchimento serve a protegger alcuni <a title="ortaggi" href="http://www.spaziopiante.com/tag/ortaggi">ortaggi</a> dalla luce solare per uno scopo ben preciso: per motivi culinari. Infatti impedendo alla luce solare diretta di raggiungere gli ortaggi, questi prenderanno un sapore più gradevole. Si toglie la formazione di clorofilla e quindi il colore verde, perché viene a mancare la luce, elemento che innesca appunto il meccanismo della formazione di clorofilla.<br />
Per l’imbianchimento occorre dunque coprire la pianta con un vaso di plastica: chiudete anche i fori di scarico per togliere del tutto la luce.<span id="more-1462"></span></p>
<p>La forzatura è un altro procedimento di <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/tag/coltivazione">coltivazione</a> e consiste nell’ottenere <a title="piante" href="http://www.spaziopiante.com/tag/piante">piante</a> sul punti di raccolta, così come ortaggi maturi, prima della normale stagione annuale; in questo modo si gioca in anticipo sui tempi, si possono vendere prodotti ortofrutticoli al costo di primizie, con un notevole guadagno rispetto alla stagione normale dello stesso prodotto. Occorre fare delle serre riparate dal gelo: alle piante saranno sufficienti quindi gradi centigradi per crescere e svilupparsi.</p>
<p>Il diradamento, invece, è un processo per il quale vengono estirpate, oltre alle piante parassite, anche le piante malate o che non stanno crescendo nel migliore dei modi: si tratta dunque di una selezione vera e propria che andremmo ad operare, per permettere alle piante migliori di crescere e svilupparsi al meglio.</p>
<p>In questo modo elimineremo in anticipo le piante destinate a non svilupparsi pienamente o ad ammalarsi. Il diradamento, inoltre, crea i giusti spazi tra una pianta e l’altra, lasciando circolare aria e ossigeno nelle dovute proporzioni e quantità.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Tecniche di coltivazione in terra (Prima parte)</title>
		<link>http://www.spaziopiante.com/tecniche-di-coltivazione-in-terra-prima-parte/1463</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 05:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione in terra]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si tratta di un articolo in più parti, vista la vastità dell’argomento: in questa serie di articoli parleremo dunque delle tecniche di coltivazione, cioè di tutte quelle tecniche precise che servono per seminare una pianta, seguirne e sostenerne lo sviluppo dopo la nascita fino a giungere alla maturazione, dove avviene la raccolta dei frutti.
Ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1465" title="coltivazione in terra" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/05/coltivazione-in-terra.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p>Si tratta di un articolo in più parti, vista la vastità dell’argomento: in questa serie di articoli parleremo dunque delle tecniche di <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">coltivazione</a>, cioè di tutte quelle tecniche precise che servono per seminare una pianta, seguirne e sostenerne lo sviluppo dopo la nascita fino a giungere alla maturazione, dove avviene la raccolta dei frutti.</p>
<p>Ci sono dunque diverse tecniche per la <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/tag/coltivazione">coltivazione</a> diretta del terreno, come la sarchiatura, la rincalzatura, l’imbianchimento e la forzatura, la cimatura e la sbottonatura oltre alla impollinazione  e alla nutrizione. Ultima per ordine cronologico ma non per importanza è la <a title="pacciamatura" href="http://www.spaziopiante.com/tag/pacciamatura">pacciamatura</a>.<span id="more-1463"></span></p>
<p>Occorre una zappa per effettuare la sarchiatura, che corrisponde a lavorare la terra intorno agli ortaggi, dove c’è necessità: questo procedimento riduce fino ad eliminare gli infestanti sotterranei, come la gramigna, che si sviluppano sotto il terreno sotto forma di fitto apparato radicale. Inoltre la sarchiatura permette di apportare la luce necessaria e le <a title="sostanze nutritive" href="http://www.spaziopiante.com/tag/sostanze-nutritive">sostanze nutritive</a> indispensabili alla pianta.<br />
Inoltre la sarchiatura rende il terreno sciolto e ben ossigenato, condizione necessaria e sufficiente alla migliore crescita possibile della pianta o dell’arbusto che stiamo coltivando.</p>
<p>La rincalzatura corrisponde ad ammucchiare terra intorno al fusto della pianta: può essere fatta per diversi motivi, come quello di proteggere dal gelo i germogli nati per primi, alle prime giornate tiepide della primavera. Capita sovente che le prime giornate di <a title="sole" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">sole</a>, magari con solo due o tre ore di sole caldo al pomeriggio, facciano spuntare i primi germogli. Questi vanno dunque rincalzati, perché a sera le temperature scendono in questa stagione.</p>
<p>Inoltre un mucchietto di terra alla base di un piccola pianta in germoglio ne aumenta di certo la stabilità: c’è uno speciale attrezzo per questo scopo detto sarchiatoio  a collo d’oca. L’operazione di rincalzo del terreno attorno al germogli va ripetuta spesso, appena se ne intravede la necessità.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Vasche per piante da balcone</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 12:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
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I modelli e le tipologie di vasche da terrazzo sono molte: ma è preferibile usare vasche rettangolari, che abbiano la caratteristica di avere la base uguale o più larga dell&#8217;apice; in modo che il vaso stesso abbia una buona stabilità. Le piante, non bisognerebbe ricordarlo, hanno bisogno di un serbatoio di acqua; sopratutto quando, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1459" title="Vasche per piante da balcone" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/04/Vasche-per-piante-da-balcone.jpg" alt="" width="450" height="306" /></p>
<p>I modelli e le tipologie di vasche da terrazzo sono molte: ma è preferibile usare vasche rettangolari, che abbiano la caratteristica di avere la base uguale o più larga dell&#8217;apice; in modo che il vaso stesso abbia una buona stabilità. Le <a title="piante" href="http://www.spaziopiante.com/tag/piante">piante</a>, non bisognerebbe ricordarlo, hanno bisogno di un serbatoio di acqua; sopratutto quando, nel periodo estivo, il <a title="sole" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">sole</a> picchia sul terrazzo e le temperature sono elevate.<span id="more-1458"></span></p>
<p>Per questo si consiglia vasche alte almeno 80 centimetri e che possano garantire una certa capienza di terriccio: le vasche possono essere di materiale diverso, i tipi più comuni sono in plastica:  l&#8217;uso di queste vasche è consigliato nell eposizioni più riparate, e laddove non si possano spostare pesi. Non garantiscono un buon isolamento termico, ma possono durare svariati anni. Esiste anche la plastica rotazionale: sono consigliati, questi vasi, per posizioni riparate e dove appunto non si può caricare di un peso eccessivo il terrazzo.</p>
<p>Ci sono poi i vasi in cotto, consigliati per collocazioni al riparo del freddo meglio in luoghi non umidi; permettono una traspirazione e sono belli da vedere. Sono perlopiù molto pesanti, e di questo occorre tenerne conto.</p>
<p>Ci sono poi vasche in graniglia o cemento: sono consigliate per terrazze molto grandi e con facilità di accesso, oppure per giardini: hanno un costo contenuto ma un peso elevato, in presenza di temperature molto fredde tendono a  creparsi. Ci sono poi vasche in legno, consigliate anche per posti non riparati, sopratutto per terrazze abitabili: hanno un ottimo isolamento termico e un peso contenuto, oltre che un buon impatto visivo.</p>
<p>Il costo è però molto elevato, per il costo del legno grezzo e per la lavorazione.Sono poco  trasportabili.</p>
<p>Comunque scegliate un vaso cercate di adattarlo alle vostre esigenze e all&#8217;estetica del vostro terrazzo. Ne trarrete vantaggio a lungo termine.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Come e dove piantare un rosaio rampicante</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 22:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Nel preparare il terreno, attenzione alle radici. I rosai rampicanti hanno la caratteristica di formare i fiori sulla vegetazione dell&#8217;anno in corso. Come tutti i rosai, anche le variet2 rampicanti hanno un limitato apparato radicale fa tonante che perd penetra in profondita; occorre quindi preparare il suolo lavorato anche negli strati piu bassi.
Per mettere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1364" title="piantare rosaio rampicante" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/04/piantare-rosaio-rampicante.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p><strong>Nel preparare il terreno, attenzione alle radici</strong>. I rosai rampicanti hanno la caratteristica di formare i <a title="fiori" href="http://www.spaziopiante.com/category/fiori">fiori</a> sulla vegetazione dell&#8217;anno in corso. Come tutti i rosai, anche le variet2 rampicanti hanno un limitato apparato radicale fa tonante che perd penetra in profondita; occorre quindi preparare il suolo lavorato anche negli strati piu bassi.</p>
<p>Per mettere a dimora una pianta di rosa rampicante si deve aprire una buca adeguatamente profonda e larga rispetto al futuro sviluppo della pianta. Evitare di mettere a dimora dei rosai in un terreno dove altre piante di rose hanno vissuto per lungo tempo.</p>
<p>Bisogna interrare del letame di stallatico che in precedenza e stato ben decomposto, sparso in superficie e spolverato con concimazioni chimiche integrative e prodotti fungicidi e antiparassitari per gli insetti terricoli. Mantenere sempre il terreno drenato e aerato con sarchiature periodiche.<span id="more-1363"></span></p>
<p><strong>Esposizione</strong>. E risaputo che i rosai amano il pieno <a title="sole" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">sole</a> affinche la pigmentazione dei fiori e delle foglie risulti perfetta. L&#8217;esposizione ideale di un rosaio rampicante e levante-ponente, con ampia aerazione da tutte le parti. Purtroppo non sempre si possono avere queste situazioni ottimali; spesso il rosaio e destinato a ricoprire un muro, dei pilastri o delle colonne, per cui e quasi a contatto con un elemento che durante le ore di insolazione si riscalda notevolmente ed il calore accumulato durante i mesi piu caldi persiste durante la notte.</p>
<p><strong>Importante il graticcio</strong>. Per evitare il disidratamento o danni anche peggiori, preferite le posizioni di levante o nordovest. Una buona regola consiste nel &#8220;far arrampicare&#8221; il rosaio su un graticcio di legno (grillage), che sar^a applicato al muro o al pilastro a debita distanza per creare una zona di rispetto tra muro e pianta. Si ottiene lo stesso risultato fissando le ramificazioni su fili tesi in piu ordini parallelamente al muro e tenuti distanti dallo stesso mediante zanche di ferro murate e dotate di un foro in testa per il passaggio del filo.</p>
<p><strong><a title="Messa a dimora" href="http://www.spaziopiante.com/tag/messa-a-dimora">Messa a dimora</a></strong>. E consigliabile scegliere rosai o da zolla o in contenitore, per avere maggiori garanzie per una buona ripresa vegetativa. Se si scelgono altri tipi di confezione bisogna evitare di esporre le radici &#8220;nude&#8221; al sole o all&#8217;aria; prima della <a title="piantagione" href="http://www.spaziopiante.com/tag/piantagione">piantagione</a> immergere le rqdici in una poltiglia di acqua e di argilla.</p>
<p>Con le forbici &#8220;spuntare&#8221; le radici, eliminare queile rotte o danneggiate. Anche le ramificazioni devono subire una potatura prima della messa a dimora; si accorceranno di un terzo della lunghezza i rami piu lunghi e piu vigorosi (il taglio deve essere effettuato poco sopra una gemma rivolta verso destra o sinistra), di due terzi le ramificazioni piu corte e piu deboli.</p>
<p>Aperta la buca che dovra ricevere la pianta, si colloca sul fondo un piccolo cumulo di buona terra sul quale si dispongono a raggiera le radici della pianta. Se questa e destinata a coprire un muro o un pilastro, bisogna collocarla ad almeno 10-15 centimetri dalla base del manufatto, con le radici rivolte verso chi sta lavorando.</p>
<p>Durante questa operazione occorre regolarsi in modo che l&#8217;innesto risultifuori terra, per evitare che a contatto del terreno radichi, provocando un rapido deperimento della pianta stessa.</p>
<p>Immettere nella buca del buon terriccio precedentemente preparato (letamino decomposto, terriccio organico e terra di giardino, mescolati in parti uguali di volume, con l&#8217;aggiunta di un poco di argilla e sabbia di fiume) che si costiperà attorno alle radici, agendo con la punta del piede.</p>
<p>Prima di colmare completamente la buca innaffiare abbondantemente; formare poi al pedale della pianta un piccolo arginello di terra per la raccolta dell&#8217;acqua, condizione necessaria per la ripresa vegetativa. Questo arginello si demolisce in autunno e lo si sostituisce con una buona <a title="pacciamatura" href="http://www.spaziopiante.com/tag/pacciamatura">pacciamatura</a> a base di letamino decomposto, che proteggerà le radici dai rigori invernali. A primavera tutto verra interrato e si riformerà l&#8217;arginello con della terra.</p>
<p><strong>Epoca di piantagione-distanze tra le piante</strong>. I rosai a radice nuda o in speciali sacchetti-confezione si mettono a dimora p referibilmente in autunno (in primavera, secondo le zone climatiche, da Febbraio a Marzo); i rosai da zolla in autunno, o in primavera anche avanzata; le piante coltivate in contenitori, in qualsiasi periodo dell&#8217;anno, escludendo periodi di gelo o forte vento.</p>
<p>Il sesto d&#8217;impianto varia secondo lo sviluppo vegetativo delle diverse varieta o l&#8217;effetto che si vuole ottenere subito. La distanza standard tra pianta e pianta, solitamente, e di 4-5 metri, in maniera che il rosaio si possa convenientemente distendere a ventaglio avendo a disposizione circa due metri per parte.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La minutina: erba per buongustai</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 18:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[erba]]></category>
		<category><![CDATA[erba minutina]]></category>
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Quest&#8217;erba, facilmente riconoscibile per le foglie minute e riunite in belle rosette, cresce spontanea quasi ovunque in Italia cd e diffusissima soprattutto nelle zone costiere su terreni sabbiosi o salmastri. A seconda delle zone, e conosciuta come minutina, erba stella, coronopo, erba a corna di cervo, barba cappuccio, piantaggine, barbatella.
Si tratta di Plantago coronopus appartenente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1352" title="minutina" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/04/minutina.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p>Quest&#8217;erba, facilmente riconoscibile per le foglie minute e riunite in belle rosette, cresce spontanea quasi ovunque in Italia cd e diffusissima soprattutto nelle zone costiere su terreni sabbiosi o salmastri. A seconda delle zone, e conosciuta come <a title="minutina" href="http://www.spaziopiante.com/tag/minutina">minutina</a>, erba stella, coronopo, erba a corna di cervo, barba cappuccio, piantaggine, barbatella.</p>
<p>Si tratta di Plantago coronopus appartenente alla <a title="famiglia" href="http://www.globaldonna.com/category/famiglia/">famiglia</a> delle Plantaginaceae; a differenza delle altre comuni &#8220;piantaggini&#8221;, pregevoli solo in quanto hanno proprieta medicinaii, viene apprezzata anche come ortaggio: e infatti le foglie sono commestibili e saporite sia crude, se tenere, sia cotte, da <a title="sole" href="http://www.globaldonna.com/tag/estate/">sole</a> o miste ad altre erbe spontanee o coltivate. Si tratta di una pianticella erbacea biennale o perenne, che negli orti si coltiva come annuale.<span id="more-1351"></span></p>
<p>Le foglie, che sono riunite a formare delle belle rosette, crescono quasi aderenti al <a title="terreno" href="http://www.spaziopiante.com/tag/terreno">terreno</a> se le piante sono rade oppure, in coltura fitta, assumono uno sviluppo eretto; sono sottili, lunghe fino a 25 centimetri, spesse, con qualche piccola lacinia e di colore verde intenso.</p>
<p>Per quanto sia cosi comune allo stato spontaneo, chi la apprezza preferisee coltivarla perche le foglie delle piante selvatiche sono quasi sempre dure e ispide; invece le foglie delle piante coltivate nell&#8217;<a title="orto" href="http://www.spaziopiante.com/category/orto">orto</a> sono molto piu tenere e piu gustose, purche si abbia l&#8217;awertenza di innaffiare quanto basta e di recidere i cespi al piede almeno una volta al mese per favorire nuovi ricacci.</p>
<p><strong>Come si coltiva</strong>. La semina si esegue all&#8217;inizio della primavera a file distanti 25 centimetri, come si usa per la cicoria &#8220;spadona&#8221; da taglio, e la raccolta si esegue ogni 25-35 giorni, recidendo le foglie quasi a livello del terreno; eventualmente, per diradare le colture troppo fitte, si possono tagliare alcuni cespi interi.</p>
<p>La raccolta si rinnova piu volte fino all&#8217;autunno e, se ii clima e mite e se la coltura e protetta, anche d&#8217;inverno. All&#8217;inizio della primavera si esegue I&#8217;ultimo taglio prima che si sviluppino gli scapi fiorali e poi si rinnova la coltura. La minutina merita di essere conosciuta e coltivata, dato che e rusticissima e poco esigente di cure e giustamente viene apprezzata dai buongustai.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Coltivazione casalinga dei funghi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 08:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Venturini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Coltivazione funghi]]></category>
		<category><![CDATA[funghi]]></category>

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Sono molte le specie di funghi che possono essere coltivati in casa: si tratta di una coltivazione facile da gestire; dovrete però informarvi sul tipo di substrato sul quale reagisce meglio la specie di funghi che volete coltivare.
E’ possibile comprare kit di sviluppo e crescita già completi: potete trovarne presso i negozi di giardinaggio o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1330" title="Coltivazione casalinga dei funghi" src="http://www.spaziopiante.com/wp-content/uploads/2010/04/Coltivazione-casalinga-dei-funghi.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p>Sono molte le specie di funghi che possono essere coltivati in <a title="casa" href="http://www.globaldonna.com/tag/casa/">casa</a>: si tratta di una <a title="coltivazione" href="http://www.spaziopiante.com/category/coltivazione">coltivazione</a> facile da gestire; dovrete però informarvi sul tipo di substrato sul quale reagisce meglio la specie di funghi che volete coltivare.</p>
<p>E’ possibile comprare kit di sviluppo e crescita già completi: potete trovarne presso i negozi di <a title="giardinaggio" href="http://www.spaziopiante.com/category/giardinaggio">giardinaggio</a> o comprarne via <a title="internet" href="http://www.informaticapratica.com/category/internet/">internet</a>: in ogni caso il kit sarà pronto per avviare subito la coltivazione.</p>
<p>Il substrato è composto da segatura o trucioli in sacchi o in scatole; vanno bene anche ceppi di legno preinoculati con le spore: Il supporto migliore che potete trovare per le spore è corteccia o pezzetti di legno di ciliegio o di rovere.<span id="more-1329"></span></p>
<p>Ci sono spore per la coltivazione casalinga di funghi che vengono inoculati su ceppi di legno, oppure su uno spesso strato di carta assorbente, e procedete come segue: Praticate dei fori lunghi circa venti centimetri, con un trapano su un ceppo fresco e pulito di rovere, ciliegio o albero da frutta; Depositate le spore possibilmente su un piccolo pezzetto di carta assorbente che infilerete nel foro. Ricordate di fare fori piuttosto larghi.</p>
<p>Posizionate quindi il ceppo in una zona ombreggiata, fuori casa se è possibile: innaffiate regolarmente, almeno una volta ogni due settimane, con acqua distillata.</p>
<p>Entro alcuni mesi o un anno dovrebbero cominciare a crescere spontaneamente i funghi.</p>
<p>I funghi fanno parte della <a title="dieta" href="http://www.spaziodieta.com/tag/dieta">dieta</a> mediterranea e sono molto conosciuti e consumati in Italia, dove se ne trovano diverse specie in natura: contengono una notevole fonte di proteine e altri elementi nutritivi naturali, che apportano il giusto contributo energetico giornaliero al vostro corpo.</p>
<p>Ci sono anche diversi modi di cucinarli, oppure si possono consumare crudi, lasciati sott’olio a lungo prima di consumarli.</p>
<p>In questo caso il fungo, sotto conservante naturale, mantiene a lungo le proprie capacità nutritive e acquisisce un sapore particolare e caratteristico.</p>]]></content:encoded>
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