Cancro del Cipresso

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Si tratta di una infezione causata dal fungo deutero micete melanconiale; questa malattia è stata segnalata per la prima volta nel nord America nell’anno 1928: si è diffusa ad altre regioni, quindi in Nuova Zelanda, alcuni anni dopo, e finanche in Europa. In Italia fa la sua apparizione al Parco della Cascina a Firenze; è stata segnalata poi in Romagna, in Lombardia e Veneto.

Al momento è presente in tutta Italia e distrugge viali di alberi, parchi e alberature di interesse paesaggistico e storico.

Il cancro del cipresso si evidenzia con un ingiallimento, un arrossamento e un successivo disseccamento dei piccoli rami; procede coinvolgendo tutta la pianta.

Si nota la fuoriuscita di resina, sui fusti colpiti, e il legno appare di colore bluastro che contrasta nettamente con il colore naturale della pianta ancora sana.

In seguito appaiono spaccature e depressioni della corteccia della pianta, fenomeni ben evidenti che testimoniano il processo di malattia progressiva della pianta.

Il fungo agente del cancro del cipresso si propaga con il vento e le piogge: la penetrazione dell’elemento patogeno all’interno della pianta è condizionata dalle lesioni provocate dal gelo e dalla grandine. I periodi di contaminazione sono la primavera e l’autunno: quando le temperature sono miti e intorno ai dodici gradi centigradi. L’elevata umidità permette la maturazione e la fuoriuscita degli acervuli.

La malattia può essere trasmessa dai coleotteri, ospiti delle piante infette, che possono fungere da vettori accidentali dei conidi del fungo e trasmetterli alle piante attraverso gallerie che gli stessi scavano all’ascella dei rami giovani.

Occorre soprattutto fare prevenzione: occorre evitare l’acquisto di pianta infette in vivaio, asportando e distruggendo le parti colpite della pianta; trattando accuratamente i tagli della potatura con prodotti specifici.

La lotta può essere stabilita calcolando l’andamento climatico: ridurre le difese in primavera e in autunno, in relazione ai potenziali attacchi.

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